Il Ravizzone e il suo legame con il Riso, tra Tradizione e Presente
"Ravizzone, /ravi'ts:one/ s. m. [der. del lat. rapa "rapa"]. - (bot.) [pianta erbacea annua o bienne appartenente alla famiglia crucifere, coltivata per ricavare olio dai semi e anche come foraggera] ≈ navone. ‖ colza." da Treccani.
L'arrivo della primavera, nel vercellese, si vede dai campi di riso. Più precisamente, dalla fioritura del ravizzone giallo, che stacca dal tempo ancora grigiastro di marzo. Ma da dove viene, e perché lo troviamo spesso sul bordo dei campi di riso?

Durante la Seconda Guerra Mondiale, le cascine che producevano riso, le famose Grange, erano molto più di semplici fattorie. Queste strutture rappresentavano veri e propri centri di aggregazione per le comunità rurali, ma svolgevano anche un ruolo fondamentale come sostentamento a ciclo chiuso per la popolazione locale. Erano quindi delle vere e proprie comunità chiuse, che oltre al riso (e al grano), avevano bisogno di risorse aggiuntive per cucinare dei semplici pasti.
Per questo era per loro fondamentale la produzione di un olio. Per ovviare alla scarsità di olio d’oliva, che era difficile da reperire in tempo di guerra, si coltivavano Colza e Ravizzone, piante dai cui semi si estraeva, tramite spremitura, un olio commestibile. Questa risorsa non solo soddisfaceva le esigenze alimentari quotidiane, ma permetteva anche alle famiglie di non dipendere da esterni, in un periodo in cui le difficoltà di approvvigionamento erano all'ordine del giorno.
Oggi, sebbene la pratica di coltivare colza non sia più attiva, è ancora possibile vedere alcuni campi di colza nelle nostre campagne, specialmente nelle zone in cui non arriva l'acqua necessaria per l'irrigazione sommersa delle risaie. Non solo! Camminando lungo le rive dei fiumi e delle risaie, in questo periodo dell’anno, sono proprio i fiori gialli del ravizzone a colorare il paesaggio, ricordandoci di quel periodo storico.
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Il ravizzone è ormai un residuo endemico di quel passato lontano, un segno di una tradizione legata non solo a delle pratiche di agricoltura ma a un vero e proprio stile di vita in comunità aggregata nelle Grange. Tuttavia, in questa stagione primaverile, il giallo dei suoi fiori ci regala una bellezza unica e suggestiva, un modo per vivere e ricordare le stagioni passate attraverso i colori della natura.
In ogni angolo delle nostre campagne, possiamo ancora assaporare un pezzo di storia, di fatica, ma anche di speranza. È bellissimo osservare come la natura ci racconti le storie del passato e ci aiuti a comprendere l'importanza di tradizioni che, sebbene oggi siano lontane, continuano a essere parte del nostro paesaggio e della nostra memoria collettiva.